sabato 12 aprile 2008

Aziende alimentari

In un clima recessivo i consumi cambiano, e i supermercati possono diventare degli ottimi indicatori per chi vuole vedere in quale settore investire.

Esempio banale ma che rende l’idea è osservare come un italiano medio grazie al caro vita modifica le proprie abitudini alimentari, sostituisce la classica fettina con il più economico wurstel, sostituisce il prodotto di marca con quello sconosciuto, compra sempre meno pesce fresco a vantaggio di quello surgelato molto più economico.

Le grandi catene di distribuzione attirano sempre più clienti e i discount alimentari sono in aumento.

Oltreoceano hanno abitudini alimentari diverse dalle nostre; lì la prima colazione è fondamentale e non un optional come da noi, lì il pranzo li è uno spizzico qui una gioia dei sensi. In pratica all’estero hanno il concetto che mangiano per vivere e non vivono per mangiare come da noi.

Le principali aziende alimentari sentono comunque i segni della crisi e hanno già modificato le loro strategie operative per cercare di mantenere i profitti elevati a scapito dell’aumento dei costi delle materie prime (alimentari in generis).

Archer-Daniels-Midland (ADM) azienda che trasforma i raccolti agricoli in ingredienti per alimenti, ingredienti per mangimi, combustibili rinnovabili e alternative naturali ai prodotti chimici industriali. L’azienda attualmente ha margini di utile sempre più risicati nel settore di produttivo dell’etanolo e in atto vi è un ripensamento di strategie operative. Ciccando qui potete scaricare l’ultima trimestrale in formato pdf.

Bunge Ltd (BG) azienda agricola-alimentare attiva in tre settori il primo stoccaggio vendita e trasporto di prodotti alimentari di base, il secondo produce e fornisce fertilizzanti il terzo lavorazione e produzione e distribuzione di oli alimentari prevalentemente mais e soia, margarine e maionese. Gli utili maggiori dell’azienda si concentrano sul settore fertilizzanti qui potere trovare notizie finanziarie.

ConAgra’s Foods (CAG) azienda di prodotti alimentari preconfezionati ha recentemente venuto il suo segmento di trading sulle commodity per concentrarsi esclusivamente sulla produzione di cibi preconfezionati realizzando una forte plusvalenza.

Qui potere scaricare l’annual report 2007, e qui altre news finanziarie.

General Mills (GIS) produce i più svariati prodotti alimentari confezionati dai cereali allo yogurt ai surgelati; la sua strategia di mercato consiste nel tagliare i costi di produzione riducendone le pezzature e le forme, anziché avere 40 forme differenti di biscotti le ridurrà a 10 e poi a 3, aumentando contestualmente la qualità dei prodotti mediante nuove varietà di sapori. L’effetto revisionale di questa strategia prevede un risparmio sui costi di produzione di circa 1 milione di $. Qui potete leggere la trimestrale di marzo.

Sara Lee (SLE) azienda di beni di consumo, produce una vasta gamma di prodotti imbustati sia freschi che congelati dal sapone (proprietaria del marchio Badedas) alle scarpe, al caffè, al pane alle salse per hot dog ai prodotti alimentari per l’infanzia. Fra le aziende finora citate è una di quelle maggiormente in crisi; nel 2007 ha ritoccato aumentandolo il prezzo del pane di 4 volte e prevedono entro giugno di dover ricorrere ad un altro aumento. Attualmente il guadagno medio dell’azienda su ogni prodotto è del 7 % circa. Qui potete trovare informazioni finanziarie sul titolo e la trimestrale è annunciata per il 6 maggio 2008.

Kellogg’s (K) azienda alimentare specializzata in produzione di alimenti a base di cereali, malgrado l’aumento dei prezziuQuiQu della materia prima prevede, per la tipologia dei loro prodotti, utili in linea con le attese grazie anche all’esportazione di prodotti. Qui notizie finanziarie.

Kraft (KFT) altra multinazione specializzata nella produzioni di beni di consumo alimentari. Ha un buon flusso di cassa che permette alla società di reinvestire su se stessa e distribuire dividendi interessanti agli azionisti; il fondo BRKA ha una partecipazione dell’8% vi è in atto un forte buy back azionario. Qui notizie finanziarie.

Lascia volutamente per ultimo il comparto “produttori di carni” in quanto attualmente è quello più in difficoltà.
L’elevato costo dei mangimi ha ridotto notevolmente i margini di guadagno sui prodotti e la riduzione dei consumi di carne a causa sei prezzi elevati ha messo in crisi l’intero settore; le principali aziende hanno quasi tutte ridotto drasticamente la produzione e alcune hanno anche dovuto ridurre drasticamente il personale. Al momento l’unica ancora di salvezza è l’esportazione verso i paesi oltreoceano dove grazie alla debolezza del dollaro i loro prodotto risultano competitivi.

Tyson Foods Inc (TSN) azienda alimentare attiva nella produzione, distribuzione commercializzazione di preparazioni alimentari di carni di pollo, manzo e maiale. Qui il bilancio annuale e qui notizie finanziarie.

Smithfield Foods (SFD), azienda specializzata nell’allevamento, preparazione elaborazione e distribuzione di carni suine e bovine. SFD commercializza e vende i suoi prodotti attraverso una rete di borker indipendenti, punta molto sul commercio estero a causa della vistosa contrazione dei consumi interni. Qui nella sezione Investor information potete trovare notizie e bilanci.

giovedì 10 aprile 2008

Biocarburanti costo alimentare e Kioto

Il protocollo di Kioto prevede che i paesi industrializzati si impegnino a ridurre entro il 2012 le emissioni dei gas serra del 5,2% rispetto a quelle emesse nel 1990.

I carburanti tradizionali emettono circa l’85% dei gas serra e la Direttiva Europea 2003/30/CE, sulla promozione dell’uso dei biocarburanti, stabilisce che questi dovranno sostituire del 2% entro il 2005 e del 5,75% entro il 2010 i carburanti fossili (benzina e diesel).

Il Biodiesel è ricavato tipicamente da colture come la soia, la colza, il girasole e dal mais; il bioetanolo (il “sostituto” della benzina tradizionale).dalla canna da zucchero e dalle barbabietole .

Dati alla mano circa 100 litri di bioetanolo si ottengono da 266 Kg di mais; 1 Kg di mais fornisce circa 3500 kcal (rapporto energetico di un aliemento); moltiplicando 266 ( i Kg di mais) x 3500 (il valore energetico di alimentare del mais) otteniamo il valore energetico totale per fare 100 litri di bioetanolo ed il prodotto è uguale a 931.000 kcal.; se divido questo valore per 365 (i giorni di un anno) ottengo un valore in calorie alimentari di poco superiore a 2550 ovvero la dose di calorie necessarie per sfamare il consumo energetico (alimentare) di una persona. Detto in parole povere senza fare calcoli per ottenere 100 litri di bioetanolo brucio quello che una persona mangia in un anno. Ne vale la pena?

Vi sono molte altre problematiche connesse alla coltivazione di soia mais ecc. tra cui l’acqua per l’agricoltura, la superficie coltivabile e l’impiego di petrolio per far funzionare le stesse macchine agricole.

Ripeto ne vale la pena? Osservo però che vi è una correlazione tra l’aumento della richiesta di biocarburanti e l’aumento dei prezzi alimentari ovvero se l’offerta di bene diminuisce ed aumenta la domanda dello stesso bene giocoforza vi è l’aumento dei prezzi.

Rimando comunque a questo articolo (ciccate qui) sull’utopia del raggiungimento degli obbiettivi e sui costi sanzionatori a carico di tutti per l’inadempienza del trattato di kioto.

Ripeto Ovviamente nessun media affronta la questione in quanto impegnato a seguire le cazzate sparate dai nostri politici che tra l'altro ben si guardano dal dire dove troveranno le risorse per tenere fede alle loro promesse elettorali.

martedì 8 aprile 2008

Riflessioni sul caro vita

Il caro vita è ampiamente sbandierato dai vai media, non perché esiste veramente ed ha un impatto drammatico sulle famiglie del “Belpaese” ma purtroppo è di attualità per la “casta” solo per meri fini elettorali.

Nessuno ha alcun interesse a cercare quali possono essere le cause e a porvi un rimedio, vengono proposti nomi altisonanti quale “Il garante dei prezzi” e simili ma di fatto senza alcun potere.

In Italia poi viviamo una situazione particolare sin dal 2002 quando l’Euro venne presentato come la panacea di tutti i mali della nostra nazione quali l’ inflazione, la stabilità dei cambi (con la panzana dell’eliminazione delle commissioni valutarie tra paese UE), con sicuri benefici sull’economia e sull’occupazione.

La realtà e tutta un’altra storia. e a distanza di 6 anni nulla è cambiato sui benefici sia dell’economia sia dell’occupazione, anzi i pomodori ad esempio sono passati da circa 1200 lire al Kg. a 2,5-3,5 euro (4800-6800 lire) mentre gli stipendi sono sostanzialmente invariati e il loro potere d’acquisto ha subito il fenomeno inverso.

L’Italia sta vivendo una fase di stagnazione economica abbinata all’inflazione, cosa di per sé molto preoccupante perché quest’ultima è provocata dal rincaro delle fonti energetiche e non dall’aumento dei consumi interni i quali sono bloccati a causa delle difficoltà economiche delle famiglie italiane

In questa situazione non poteva mancare il comportamento assai poco ortodosso delle banche le quali pur di produrre utili hanno creato una crisi finanziaria senza precedenti.

martedì 1 aprile 2008

Stati Uniti: non credo vi saranno delle novità sostanziali fino a fine anno ovvero fino a quando non sarà ufficialmente eletto il successore di W.Bush (4 novembre 2008), solo allora si saprà come cambierà e in quale direzione l’economia americana.

Il pensiero “democratico” (della Clinton e di Obama) asserisce che si può stimolare la crescita economica innalzando la spesa pubblica (aumentando l’indebitamento dello stato) reperendo risorse mediante un maggiore prelievo fiscale (sottraendo risorse destinate ad investimenti e consumi privati), dall’altro l’ideologia Repubblicana con McCain fautrice dell’esatto contrario cioè che per ottenere una congiuntura economica positiva di debba ridurre la pressione fiscale (aumentare le risorse a vantaggio di investimenti e consumi privati).

L’effetto di queste due ideologie contrapposte sull’economia internazionale è che i democratici sostengono il protezionismo delle imprese nazionali minacciate dalla concorrenza estera, mentre i repubblicani, sono sostenitori del libero mercato.

Euro Vs Dollaro: l’attuale situazione vede la BCE preoccuparsi dell’inflazione senza interessarsi dello sviluppo economico, di contro la FED si preoccupa solo della crescita economica e non del processo inflazionistico generato dal minor costo del denaro.

La situazione potrebbe diventare presto esplosiva

lunedì 31 marzo 2008

Riapertura blog

Rieccomi, un pò di musica giusta in sottofondo (ZZ Top per la cronaca), una tazza di caffè bollente e via al lavoro.

Sostanzialmente il quadro economico da quando l’avevo lasciato a novembre fra alti e bassi si è ulteriormente deteriorato e tutto lascia presagire che non siamo ancora giunti al bottom, anzi si deve ancora ballare.

Nel mercato italiano ho la convinzione che il peggio (anche al peggio non c’è mai fine) si vedrà con le prime trimestrali bancarie a maggio quando le cartolarizzazioni verranno messe a bilancio e le magagne delle banche nostrane salteranno fuori; al momento fuori da tutto, malgrado i prezzi bassi e i multipli interessanti. Per essere più espliciti facendo nomi e cognomi mi aspetto Unicredto a 3,81 e sotto.

Nel resto del mondo invece il discorso è diverso, è un mix fra economia, politica.ed equilibri mondiali; è un discorso che difficilmente si può liquidare in poche frasi, ma per sommi capi la situazione è questa.

Cina: l’economia cinese, viaggia con una crescita a doppia cifra e il mercato laggiù tira malgrado la recessione economica statunitense ed i tentennamenti europei; i motivi sono molti fra cui il bassissimo costo della manodopera locale, la totale assenza di politiche sindacali a tutela dei lavoratori, il divieto di sciopero e la falsa liberalizzazione del mercato cinese (per chi vuole qualche spunto in più leggere qua).

Europa: l’allargamento dell’unione non vuol dire solo Turchia, il cui ingresso è fortemente voluto dagli Stati Uniti ma vuol dire anche “Balcani”; i problemi sono tanti e la carne sul fuoco è veramente troppa, in sintesi l’economia turca ha uno sviluppo a doppia cifra e il governo centrale è forte, di contro la debolezza istituzionale degli altri paesi nuovi membri porta un’economia depressa e un forte tasso di criminalità.

L’allargamento verso Est della Comunità Europea è, da sempre, stato caldeggiato dagli Stati Uniti perché i governi dei nuovi stati membro sono tutti filoamericani ed ex appartenenti al blocco sovietico; l’ampliamento dell’Europa ad Est viene visto come un’ottima opportunità di investimento, le aziende euro-statunitensi hanno dei territori vergini da conquistare per il loro export.

Attualmente questo rapporto, con una tempistica eccezionale degna di un orologio svizzero grazie alla politica monetaria tenuta sia dalla FED che dalla BCE, e sfavorevolissima alla “vecchia” Europa in quanto penalizzata dal supereuro e potrebbe essere una ciambella di salvataggio per l’economia americana.

L’entrare nella comunità europea comporta per i nuovi membri oneri ed onori e questi ultimi in maggioranza. (Afflussi di capitale, nuove industrie, maggior benessere della popolazione).

Russia vive questo contesto economico come una minaccia latente; la riprova è la rincorsa agli armamenti, lo sbocco più semplice per uscire da una fase recessiva in economia, la nazionalizzazione con la revoca delle concessioni minerarie verso le compagnie estere (leggere qua), la reticenza con cui accetta gli accordi economici con i nuovi stati membri dell’Unione Europea.

Discorso a parte per gli Stati Uniti che coinvolge gioco forza il medio oriente.

lunedì 21 gennaio 2008

E venne l’orso tecnica di sopravvivenza


Temuta, sussurrata e mai ufficialmente ammessa è arrivata la recessione.

Le avvisaglie si potevano già vedere in questo periodo in cui scrissi questi post ( clicca qui ) e seguenti ( clicca qui ) e ora che grandina, molte persone sono intrappolate.

In questa fase di mercato si possono fare delle ottime operazioni, il problema è centrare il settore giusto e ancora più fondamentale azzeccare la tempistica esatta.

La prima cosa è abbastanza semplice, bisogna sapere osservare il mondo, le nostra abitudini, cosa cambia e dove si vuole arrivare.

Principio base se non ho soldi non compro quello che desidero ma quello che mi serve con pochissime eccezioni.

Trascurerei, ad esempio, sicuramente l’industria musicale, il settore auto, gran parte delle aziende di vendite on line; ignorerei rumor su accorpamenti e acquisizioni di compagnie aeree sia casalinghe che d’oltreoceano, starei lontano dal petrolio.

Osserverei aziende con ottimi fondamentali; monitorerei alcuni titoli bancari e soprattutto e questo è fondamentale guarderei come sta cambiando il mondo e …il mondo è paese, dove si fanno affari si producono utili e dove si fanno utili si ha un ritorno economico dall’investimento.

giovedì 3 gennaio 2008

Anno Nuovo Vita Nuova

Nel rinnovare a tutti gli auguri di buon anno Vi comuniche co mi sono trasferito qui.

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